P001 Quali quattrini

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Non si dovrebbe mai investire, in un mercato azionario, più del dieci per cento del proprio denaro liquido. C’è chi sostiene di prendere come base il totale dei propri averi. Noi non siamo d’accordo. Quindi, se una persona dispone di un capitale totale di 10 milioni di euro, dei quali 500 mila sono liquidi, noi siamo dell’opinione che egli debba investire in azioni non più di 50 mila euro, ovvero il 10% delle sue scorte liquide e forse meno, se non ha esperienza.

Se ha esperienza, al massimo potrebbe arrivare, diciamo per dare un’idea, al 12% e cioè, in questo caso, a 60 mila euro. Stiamo parlando di uno che ha in tutto dieci milioni! Ma, credetemi, pochi sono quelli che hanno le mani in pasta. Come si fa a riconoscerli? Non è facile. Limitiamoci a rispettare questa regola semplice.

Uno dei motivi, oltre ai rischi che tutti possono intuire, è la tranquillità che viene a scomparire. Se la cifra è troppo alta, non si riesce più ad essere sereni e a vedere l’investimento azionario per quello che è: un affare rischioso, anzi, molto rischioso. Senza contare che bisogna aver ricamato, come diceva un agente di cambio, sulla manica della propria giacca la frase Homo homini lupus, per ricordarsela sempre.  C’è sempre qualcuno più furbo di noi. Appena qualcuno dell’ambiente si accorge che siete degli inesperti, essi diventano dei lupi e vi considereranno un agnello. Con quel che segue. E lo faranno senza pietà.

La cifra deve avere per voi una utilità marginale pari circa a zero: averla o non averla, deve, per voi, fare quasi lo stesso.

Non perché sia bello perdere il denaro ma perché la condizione di utilità marginale quasi a zero è la sola che vi consenta di applicare sino in fondo le regole che stabiliremo.

Se la cifra è al di sopra dell’utilità marginale, non dormirete alla notte e quando il mercato, inevitabilmente, vi verrà contro, invece di rimanere impassibili, nel vano tentativo di rimediare, vorrete fare media nella perdita: cioè, avevate investito 10 ed avete perso 3: comperate al prezzo attuale di 7 per abbassare il prezzo medio di carico. Così facendo, state mettendo la testa sul ceppo e la vostra testa sarà tagliata. usto, con moltissime probabilità. Poi, esasperati dall’ attesa insopportabile, improvvisamente chiuderete in perdita, irrimediabilmente.

Chi scrive, sa già, per esperienza, la regola 80-20: su cento di voi, 80 investiranno di più di quanto abbiamo stabilito sopra e solo 20 di voi rispetteranno questa regola.

Se tutti e cento gli investitori hanno investito 10 lire, 80 usciranno perdenti con una perdita media del 20%, cioè 2 lire, che moltiplicato 80, fanno 160 lire, le quali andranno ai 20 rimanenti, i quali guadagneranno 160/20 = 8 lire a testa, con un guadagno cioè dell’80%. Questa è la legge della borsa: il 20% dei partecipanti si dividono, come guadagni, le perdite dell’altro 80%;

Siete destinati quindi a quel guadagno, se rientrate tra i 20 che non investono più di quanto abbiamo detto sopra e a quella perdita, se fate parte degli altri 80.

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