P006 I patterns

S’inizia la descrizione di come sia stato costruito il programma Abaco.

La novità assoluta è che viene usato un sistema a patterns che funziona. Esistono altri sistemi che hanno usato concetti come i patterns ma, a quanto risulta a noi, non funzionano.

Per pattern, solitamente si intendono delle figure come il Testa e Spalla, il Triangolo di Continuazione o di inversione, eccetera. I nostri patterns, in numero di 60, si distinguono invece per caratteristiche matematiche.

Kohonen
Cliccare sull’immagine per ottenere un ingrandimento.

Una critica serrata ed esaustiva dei modelli matematici è stata fatta da Benoit Mandelbrot: dopo questa critica, è stata tolta ogni speranza di risolvere il problema di un algoritmo che spieghi esaustivamente la borsa. Scompaiono così, definitivamente, tutti i modelli matematici basati su algoritmi ed anche su modelli unificanti, come le Onde di Elliot.

Cosa fare? L’approccio giusto per noi e stato quello di trovare dei piccoli modelli:

 In numero sufficientemente grande da creare un panorama diversificato, semplicemente indicativo della situazione attuale.
 In numero sufficientemente piccolo da consentire, coi suoi componenti, l’inserimento in distribuzioni statistiche dove l’elemento cardine è la presenza di almeno quattrocento elementi, sì che la distribuzione statistica correlata risponda alle caratteristiche di una distribuzione gaussiana, dove viene considerato il 95% della stessa (+/- due deviazioni standard o scarti quadratici medi, sqm).
 Ogni pattern raggruppato (con l’algoritmo neuronale di Kohonen) in classi in base a criteri di simiglianza, deve contenere una previsione del futuro relativamente prossimo.
 Ogni pattern numerato e inserito nel suo raggruppamento di cui sopra (ad esempio, il pattern X), deve costituire una sotto-distribuzione della distribuzione principale, assieme agli altri pattern che rassomigliano ad X e che fanno parte dello stesso raggruppamento.
 La classe X di tali patterns costituirà, quindi, la serie x1, x2, … xn-1, xn, la quale verificandosi, prospetterà come previsione un risultato che sarà la media della classe X.
 La previsione quindi dovrà essere per un futuro immediato (cinque o sei giorni al massimo) ed ogni giorno successivo, col nuovo pattern sopraggiunto, dovrà modificare ed integrare la previsione precedente.
 Si otterrà così una previsione quotidiana in un orizzonte temporale di alcuni giorni, che potrà essere tracciata in un grafico come si fa con una media mobile spostata nel futuro.
 Tale dato sarà tracciato anche con una media esponenziale opportuna (chiamiamola Ax, di cui parleremo ancora più sotto).
 La chiusura effettiva andrà indicata in tre modi:

• Chiusura semplice (B1).
• Chiusura smussata con una media esponenziale (B2)
• Chiusura smussata di cui sopra spostata nel futuro ( B3, shiftata ), non necessariamente con lo stesso spostamento di A.

Lea principali indicazioni che traiamo sono le seguenti:

Pattern
A e C: La linea nera (che indica la chiusura effettiva del titolo sottostante) è sopra la linea della previsione (linea rossa). Questo significa che, rispetto ai patterns della previsione, ci troviamo nella situazione che, in realtà, il titolo è più forte della media previsionale dei patterns assomiglianti, ovvero il titolo si trova nella parte di destra della campana di Gauss. Ciò suggerisce di mettersi in posizione rialzista.

B: La linea nera (che indica la chiusura effettiva del titolo sottostante) è sotto la linea della previsione (linea rossa). Questo significa che, rispetto ai patterns della previsione, ci troviamo nella situazione che, in realtà, il titolo è più debole della media previsionale dei patterns assomiglianti, ovvero il titolo si trova nella parte di sinistra della campana di Gauss. Ciò suggerisce di chiudere la posizione rialzista.

D: La linea rossa è sempre qualche giorno (dipende dalla decisione dell’operatore) più avanti nel futuro della chiusura effettiva. Ciò consente di fare un’analisi approfondita di cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni.

PROCEDIMENTO ANALITICO

Spieghiamo il procedimento analitico, usando il contesto di Abaco.

Dopo anni e anni (dal 1983, sono 36 anni) siamo arrivati ad identificare 60 patterns, i quali coprono TUTTE le possibili manifestazioni del titolo (segnatamente, il Dow Jones Industrials Average ma il sistema funziona anche con altri titoli, indici o valute).
Ogni giorno, quindi, in chiusura, abbiamo un nuovo pattern.

L’approccio è il seguente: negli ultimi sei giorni, il Dow ha fatto così, così e così.
Questo dice che appartiene alla classe di Patterns numero P (una delle sessanta esistenti)
Il Pattern P prevede che, da questa sera esclusa, il quinto giorno di borsa chiuderà, rispetto a questa sera, lo 0.28% in più.
Fra 5 giorni, quindi, se oggi il Dow ha chiuso 100, dovrebbe chiudere 100.28. Tracciamo quindi la previsione, segnando sul grafico la linea rossa (che sarà sempre più avanti di cinque giorni).
Se ci troveremo in posizione al rialzo, ciò sarà un’ulteriore conferma. Se invece saremo fuori, ciò sarà una indicazione di intervenire. Ad esempio, potremmo aver deciso di intervenire se, oltre all’indicazione della previsione, avremo la stessa indicazione dalla media esponenziale della previsione, che più sopra abbiamo battezzato Ax. Se, ad esempio, abbiamo deciso di intervenire (aprire l’operazione) solo se siamo sotto una ulteriore media mobile (o una banda di Bollinger) e tale media mobile è pure in salita, interverremo.
Tutte queste sono cose marginalissime, note ed arcinote, le quali tuttavia, se non sono a loro volta pilotate da un buon sistema di patterns, non servono assolutamente a niente perché si rivelano poi inattendibili.

C’è un criterio unico per vedere se il sistema di patterns funziona ed è il seguente.

Se il 5 gennaio sera si è manifestato il Pattern 25, il quale ci dice che fra cinque giorni di borsa (12 gennaio) il Dow sarà più alto del 5 gennaio ed effettivamente il 12 gennaio il Dow sarà sopra il valore del 5 gennaio, questo sarà considerato un successo. Se invece il 12 gennaio il valore del Dow sarà sotto il 5 gennaio, questo sarà considerato un insuccesso.
Ebbene: dal primo gennaio 2004 al 31 dicembre 2018 ci sono 3783 giorni di borsa. Abbiamo effettuato pertanto 3782 previsioni: sarà, la borsa, dopo cinque giorni si lavoro, più su oppure più giù?
Abbiamo centrato la previsione 3314 volte, pari all’ 87.60%

Ma c’è di più. Questo sarebbe assolutamente niente se non avessimo da considerare il blind, cioè il periodo cieco. Pattern o non pattern, abbiamo insegnato al calcolatore a guidare l’automobile da Milano a Roma. Ha imparato bene… ma cosa succede se, presi dall’entusiasmo, lo facessimo andare da solo, senza ulteriori insegnamenti, da Roma a Napoli?
Allora e solo allora potremmo accorgerci di molte cose: ad esempio, da Roma a Napoli si potrebbe schiantare alla prima curva, oppure sbagliare in qualsiasi altro modo, perché potrebbe anche darsi che avesse imparato la strada, da Milano a Roma, perfettamente a memoria…
Ebbene, questa è la cartina di tornasole, anche se non è detto mai che il futuro sarà in realtà così piacevole.

Nel 2019 (stiamo scrivendo il 20 settembre 2019) ci sono stati sin’ora 180 giorni di Dow Jones. Il computer non sapeva niente di niente di questo periodo ed ha fatto, con l’identico criterio di cui sopra, 179 previsioni, utilizzando i patterns dell’altro periodo. Ha indovinate (è il caso di dire indovinato, o di usare qualche altro verbo?) 155 previsioni, pari all’86.11%. Questo sembra voler dire che il sistema funziona. Sembra. Le perversità delle borse e dei computers sono infinite e bisogna sempre stare all’erta.

Ovviamente, siamo a disposizione di chi volesse controllare questi dati. La cosa migliore, tuttavia, sarà pubblicare la previsione gratuitamente sul sito Arcana ogni giorno, per un certo periodo di tempo, sino a quando sia noi che i lettori ci saremo e si saranno convinti del buon funzionamento.

Naturalmente, come detto altrove precedentemente, stiamo tarando il sistema per farlo guadagnare di più: NON I PATTERNS, che non saranno più toccati ma il sistema di medie, di stop losses e di stop profits che fanno da corollario.

Lo stato dell’arte attuale è, dallo 01/01/2004 al 31/12/2018:

Montante su 100 $: 395 $ circa. (394.924)
Redditività semplice annua: 294.924/14 = 21.066% senza commissioni.
Redditività composta annua: 9.589% senza commissioni.
Costi per operazione 0.158% (ognuno deve fare i conti con le sue), operazioni 288, pari a 19.20 operazioni annue
Costi totali 45.50%
Redditività semplice annua con commissioni: 249.420/14 = 17.816%
Redditività composta annua con commissioni: 8.698%
Draw down peggiore in assoluto -15.82%
Draw down medio annuo: -6.84%
Per ora il blind (andamento alla cieca) sta facendo, nel 2019, il 23.26% annuo.

Se un investitore avesse fatto da solo

Risultato Dow (Buy and go away, compra e vai via, cioè aspetta). Investito il primo gennaio 2004 (10409.85) sino al 31 dicembre 2018 (23327.46): 124.090%, pari al 5.525% composto annuo senza commissioni.
Draw down massimo Dow: 52.276% (nel 2009)
Draw down medio annuale del Dow: -14.26%

Operazioni al ribasso

Non abbiamo parlato sin’ora di operazioni al ribasso.
Non esiste, nella nostra filosofia, un sistema che operi al rialzo e al ribasso contemporaneamente. Troppe sono le differenze. La soluzione corretta sembra quella di avere due sistemi: uno al rialzo e uno al ribasso.
In questo contesto, la strategia migliore sembra essere:

1. Opero al rialzo.
2. Quando NON sono al rialzo (sono fuori) vado a vedere se il programma che opera al ribasso è in posizione. Se è in posizione, posso intervenire o meno.

Naturalmente, il tutto può essere automatizzato ma sempre rispettando i primi due punti.
Per decidere, bisogna sapere quanti giorni il sistema del rialzo sia stato in posizione.

Il sistema Abaco (al rialzo) è stato in posizione 2795 giorni su 3783, pari cioè al 73.88% delle giornate. Rimangono eventualmente, per il ribasso, pertanto, 988 giorni. Se un ipotetico sistema Abaco al ribasso (che prima o poi faremo) dovesse rendere come quello al rialzo, avremmo una redditività semplice annua complessiva senza commissioni pari a (21.066/2795) *3783 = 28.512%.

Effetto leva

Le leve possibili nei mercati attuali sono altissime ma bisogna stare attenti a non perdere tutto e a dover pagare addirittura una eventuale differenza.

I calcoli sono da condurre in questo modo: dato che abbiamo stabilito (vedi capitoli precedenti) di non investire più del 10% della liquidità, perdendo il 20% dell’investito, perderemmo il 2% della liquidità. Per qualcuno, potrebbe essere interessante fare leva.

Abbiamo avuto un Draw Down medio del 6.84%. Considereremo questo (tenuto presente che esiste anche un Draw down massimo).

Calcolando un massimo del 20%, potremmo valutare 20 / 6.84 = leva 2.92, che arrotondiamo a leva 3. I risultati, tutti, possono pertanto triplicare, senza rischiare più del 20%, ovvero il 2% della nostra liquidità totale. Naturalmente, le cose possono andare diversamente e in tal caso si potrà ridurre (se facciamo a tempo) la leva. A presto.

Torna all’indice.

 

Arcana video mercatorum edicentem in vulgum.

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: