P004 I numeri del Dow Jones Industrials Average (DJIA)

I dati del Dow Jones che presentiamo vanno dall’inizio del 2004 alla fine del 2018: la quotazione è passata da 10409.85  a 23327.46, con un incremento del 124%. Sarebbe come avere messo i quattrini in banca per 15 anni al tasso composto del 5.5237%.

Il calcolo usa la seguente formula:

(exp(ln((100+124)/100)/15)-1)/100 = 5.5237%

 

Alcune cifre che potrebbero interessare, esposte in modo discorsivo.

I dati storici servono anche per sapere cosa ci attenderà nel futuro, se più o meno l’andamento dovesse essere analogo. Si tratta, in 14 anni,  di quasi 4000 giornate di borsa (per l’esattezza 3783 giornate), quando per fare una inferenza ragionevole ( inferenza = crearsi in testa un’idea di come potrebbe andare in futuro ) sarebbero sufficienti 400. Con 400 giornate si avrebbe un’approssimazione statistica minimale. Con 4000, riteniamo che ci possa essere una certa ragionevole possibilità di fare una previsione decente.

Il 68% delle future giornate di borsa dovrebbero dare un risultato compreso tra +1.11% e  -1.05%, con una media di +0.03% al giorno, corrispondente, grosso modo, ad un 7.56% annuo.

Il 95% delle giornate dovrebbe presentare un risultato tra +2.18% e -2.13%.

La perdita massima (se uno avesse preso paura: leggere i capitoli precedenti) si ebbe il 9 marzo del 2009, giorno in cui, su cento dollari investiti, ci si sarebbe ritrovati con 31.43 dollari, con una perdita cioè del 68.57%.

Il giorno che ha dato il maggior guadagno ha dato l’11.08% e il giorno con la maggior perdita ha presentato un -7.87%.

Presentiamo ora una tabella dettagliata dei 14 anni che costituiscono l’oggetto del nostro studio:

anno guadagno% draw down % (Perdita Massima Possibile)
2004 4.11 -9.23
2005 -0.08 -8.78
2006 15.50 -8.30
2007 22.78 -10.33
2008 -34.12 -50.28
2009 20.17 -31.21
2010 11.76 -13.97
2011 19.35 -17.14
2012 7.69 -9.23
2013 24.03 -5.88
2014 7.84 -7.46
2015 -1.07 -15.31
2016 13.38 -10.41
2017 22.61 -3.40
2018 -4.20 -20.22

Come potete vedere, l’anno maledetto è stato il 2008: -34.12% di guadagno ma a un certo punto si perdeva (nell’anno 2008) il 50.28%. Come esposto sopra, il 2009 ha avuto il massimo draw down che proveniva (s’iniziò  nel) dal 2008 (9 marzo 2009) ma lui ha fatto comunque un orribile -31.21% di draw down, anche se il guadagno, alla fine dell’anno, è stato del 20.17 %, in quanto dal 9/3/19 è sempre risalito.

Certo che, prendendo paura, se la cifra era importante, con la conseguente chiusura, la perdita sarebbe stata enorme. Con la beffa, inoltre,  di vedere poi la risalita.

Un compendio dei dati annuali, anno per anno, è il seguente:

annuali % d.d.
95 dei dati, tra 38.62% 0                           
                e -21.32% -38.69
media 8.65% -14.74
anno con guadagno massimo 24.03% -3.40
anno con guadagno minimo -34.12% -50.28

 E cioè, in parte anche ripetendo:

L’anno che ha guadagnato meno è stato il 2008 (-34,12%) e l’anno che ha guadagnato di più è stato il 2013 (+24.03%). Mentre la capitalizzazione annua composta, come abbiamo visto sopra, è stata del 5.5237%, la media annua semplice dei guadagni è stata 8.65%. Ci possiamo attendere che, nel 95% degli anni futuri, il guadagno possa oscillare annualmente tra il   +38.62% e il -21.32% .

Per quanto riguarda le statistiche della PMP (Perdita Massima Possibile, ovvero Draw down in lingua inglese), abbiamo che il 2008 è stato l’anno peggiore (-50.28%) e il 2017, con -3.40%, è stato l’anno migliore. Dobbiamo attenderci una Perdita Massima Possibile media pari al -14.74%, con punte del -38.69%. Questo nel 95% dei casi. Ciò significa che, effettivamente, il 2008 apparteneva a quel 5% infernale che può fare ancora peggio.

Dopo questa panoramica, speriamo che a tanti, che pensano (o pensavano) di investire mari e monti, sia tornata la voglia di rimettere i piedi per terra.

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